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Parla l'eurodeputato Tiziano Motti, presentata una iniziativa comunitaria contro la diffamazione via web e il cyberbullismo  
04/09/2009

BRUXELLES ― Allla ripresa di settembre dei lavori del Parlamento europeo, L’On.Tiziano Motti eletto come indipendente nelle liste UDC, ha presentato una iniziativa molto importante per aumentare la tutela dai fenomeni di diffamazione a mezzo stampa attraverso l’uso della rete internet. Oggi infatti chiunque può pubblicare qualsiasi notizia o immagine diffamatoria, renderla pubblica potenzialmente in tutto il mondo, salvo poi pentirsi e cancellare i contenuti, quando però il danno di immagine si è ormai propagato in maniera virale. Una iniziativa utile in questa fase della vita pubblica nazionale, invelenita da continue polemiche a carattere personale. L'iniziativa di Motti si rifà al dispositivo di una sentenza pronunciata in agosto da un giudice di Manhattan che ha condannato il motore di ricerca Google a fornire le generalità del gestore di un blog di New York in cui erano contenute offese alla 36enne modella canadese Liskula Cohen definita brutalmente in alcuni post  "psicotica, bugiarda, puttana".

«La protezione del diritto costituzionale di comunicare, ha spiegato Motti, deve essere bilanciata dall'esigenza di assicurare che le persone che scelgono di abusare di questo mezzo possano rispondere di eventuali trasgressioni». Per questo Motti ha presentato un'interrogazione alla Commissione Europea sull’Informazione e i media. Nel documento Motti chiede «se la legislazione comunitaria in vigore preveda già la possibilità, a pari condizioni per ciascun cittadino europeo, di identificare i provider che ospitino blog con “post” diffamatori, nonché i gestori e gli autori degli stessi. In caso negativo,chiedo alla Commissione di prendere atto della giurisprudenza che già si va affermando negli Stati Uniti e in Europa per predisporre provvedimenti, di concerto con il Parlamento europeo, per tutelare dalla diffamazione e da altri reati a mezzo internet tutti i cittadini comunitari». Motti aggiunge che «E’ un dato di fatto che l’evoluzione tecnologica facilita la nascita di fenomeni che il legislatore e le istituzioni preposte non riescono sempre a prevedere, regolare e/o contrastare con la necessaria immediatezza. Basti pensare che oggi si è diffuso un neologismo, il “cyberbullismo” col quale si indicano gli atti di molestia effettuati tramite mezzi elettronici, tra questi i blog e siti web. Essi rappresentano il 34% delle sopraffazioni perpetrate. In Inghilterra, 1 ragazzo su 4 viene minacciato via e-mail o sms. In Italia, oltre il 24% degli adolescenti subisce prevaricazioni o prepotenze online».

La “risoluzione sulla tutela della privacy nei servizi di social network", approvata dal Parlamento europeo a Strasburgo il 17 ottobre 2008, consente l'utilizzo di pseudonimi per postare commenti sul web al fine di conciliare il diritto alla libertà di espressione con quello della privacy di coloro che utilizzano un forum virtuale. «La risoluzione, ha spiegato l'europarlamentare, tuttavia non affronta la problematica della tutela dei "soggetti passivi", ovvero dei destinatari di notizie non veritiere, anche per immagini, espressioni gratuitamente offensive, pregiudizievoli di razza, orientamento sessuale o politico, nazionalità, religione e lesive della loro dignità, obbligandoli ad affannosi, dispendiosi e comunque tardivi e inefficaci tentativi di proteggersi da attacchi infondati alla loro credibilità. Il diritto alla libertà di espressione diventa in questi casi lo strumento attraverso il quale si può ledere la dignità altrui, anche dei minori, facendosi scudo con l'anonimato del blog». «Ciò crea, di fatto, una zona franca in internet, ha concluso Motti, in cui i cittadini non godono degli stessi diritti, soprattutto i meno esperti di tecnologie informatiche. Essa permette poi ai gestori dei blog definiti aperti, ovvero non moderati, e ai server provider che li ospitano di non essere perseguibili per i contenuti pubblicati, a differenza dei direttori e degli editori delle testate on-line che sono vincolati dalle leggi sulla stampa».

Studio Bergonzini Comunicazione è consulente dal 2004 di Unimedia Group SpA. società fondata da Tiziano Motti, leader in Italia nella produzione e distribuzione di guide locali, con 8 milioni di copie inviate gratuitamente ogni anno alle famiglie italiane.

 


Foto:

 
Tiziano Motti, 43 anni

la modella canadese Liskula Cohen- foto (C) La Presse

I ministri degli esteri dei Paesi UE - foto (C) Ansa

La romena Elena Basescu, eletta come indipendente nel PPE

Valerio Staffelli ad un evento del movimento Europa delle donne


 
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