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Sarà approvata a settembre a Bruxelles la direttiva ‘televisione senza frontiere’.  
22/05/2009

BRUXELLES (Belgio) 28 GIU.- La pluralità dell’offerta televisiva e la sua frammentazione (anche se in Italia l’85% delle risorse rimane ad appannaggio del duopolio Sipra-Publitalia’80) ha convinto il legislatore europeo ad adeguare le norme in materia di produzioni e trasmissioni radiotelevisive. La direttiva europea “televisione senza frontiere” è già passata in stesura grazie ad un accordo tra la Commissione (il Governo della UE) e i gruppi parlamentari (unici contrari i Verdi) e sarà votata a settembre 2007 in seduta plenaria dal Parlamento. Relatrice la Commissaria europea alle Telecomunicazioni Viviane Reding (nella foto sopra), lussemburghese e Cristiano democratica. Il principio cardine della riforma è stato chiaro e paradossale, poiché oggi in Europa in tutti i Paesi esiste una grande varietà di canali (in Italia sono oltre 2000 tra nazionali, locali, satellitari e DTT) lo spettatore è diventato consapevole e pertanto non si giustifica più una tutela paternalistica contro la pubblicità. Finalmente anche in Italia sarà autorizzato il product placement, ovvero l’inserimento di prodotti commerciali all’interno delle produzioni televisive di genere, quale forma di finanziamento delle realizzazioni stesse. La direttiva ha costatato che il product placement è tra i fattori del successo competitivo delle produzioni americane, «L’Europa doveva adeguarsi per competere ad armi pari, ha spiegato la Reding». Potranno così essere prodotti interi spettacoli televisivi intorno ad un’idea o a un prodotto come una moto, un’auto, un’assicurazione sanitaria, mentre ad esempio le compagnie di viaggio potranno concepire propri reality od altre forme di spettacolo. Il product placement è considerato dalla direttiva come una forma di finanziamento produttivo e non sarà conteggiato come pubblicità nei tetti fissati dall’Antitrust. Il tetto pubblicitario rimane comunque bloccato ai 12 minuti per ogni ora di trasmissione, ma il ritmo delle inserzioni concede maggiori libertà ai produttori e ai broadcasters. E’ stato abolito il limite dei 20 minuti minimi tra un’interruzione e l’altra,mentre news, film e programmi per bambini potranno essere interrotti ogni 30 minuti. Le regole generali fissate dalla direttiva sono valide per tutte le piattaforme di diffusione dei programmi, internet e videofonini compresi. Si autorizzano i mini spot da 5” nei programmi sportivi (in Italia li propone già Mediaset nel calcio e nel motomondiale ma sono illegali), si promuovono nuove forme di pubblicità come lo split screen (metà schermo per il programma, il resto per la pubblicità) che per motivi tecnologici non sarà computato nel totale degli spot trasmessi. In sostanza il legislatore ha preso atto del fatto che la pubblicità è la principale fonte di finanziamento delle produzioni televisive continentali e se si vogliono incrementare le medesime anche in Europa occorre fornire maggiore libertà ai produttori. La Commissaria Reding le ha definite “relaxing rules” (regole rilassate). Per il resto la direttiva incoraggia le produzioni nazionali (senza però fissare quote) e indipendenti, i programmi multiculturali e l’educazione mediatica dei consumatori. Contrario il giornalista ed europarlamentare Giulietto Chiesa dei Socialisti europei «Siamo stati battuti dall’ignoranza e dalla pressione delle grandi emittenti, ha detto, anche la sinistra ha sottovalutato la cosa. Penso ad esempio a molti paesi dell’Est che hanno votato si». Positivo il giudizio del produttore Stefano Bergonzini, «mi ritengo tra i pionieri del product placement in Italia, nel 1991 in collaborazione con una banca locale producemmo e mandammo in onda in differita su una piccola Tv areale, il torneo di Capodanno di scacchi con i grandi Karpov, Kasparov e Anand. L’anno dopo con la stessa rete trasmettemmo la 2° edizione del Pavarotti Intenational di ippica, con l’annesso concerto musicale che in seguito è approdato alla Rai e all’Eurovisione. Negli anni successivi grazie a co produzioni con Philip Morris, Barilla e Volkswagen abbiamo dato visibilità a sport allora di nicchia come il motomondiale, il motocross e la grande vela, spezzando il monopolio del calcio ed abbiamo proposto per 4 edizioni tutti gli eventi del Carnevale di Venezia, uno spettacolo pieno di gioia e di colori che nessuno trasmette. A mio avviso il product placement rappresenta un’opportunità fondamentale per le produzioni indipendenti e per far crescere l’industria dell’intrattenimento anche al di fuori dall’asse Milano-Roma».

 


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